lunedì 1 maggio 2017

Monte Santo: Enduro Sloveno a due passi dal confine

Itinerario molto particolare sia per gli aspetti storico ambientali che per la discesa estremamente impegnativa creata da dei maestri del trailbuilding sloveno. 
A farmi da guida in questa avanscoperta d'oltreconfine non potevano che essere i fratelli Putzolu (Michele e Stefano): squadra che vince non si cambia! 


I fratelli Michele e Stefano Putzolu e in divisa fluo Patrick Romanotto


 Devo ammettere che sono rimasto piacevolmente stupito dall' altissimo livello raggiunto dai trailbuilders sloveni (che sono anche ottimi biker). Innanzitutto una grande dedizione nella cura dei particolari, per cui non si trova un ramo fuori posto. Il fondo è sempre in ottime condizioni e le traiettorie sono ben interpretabili. Ma l'aspetto che ho apprezzato maggiormente è quello di avere creato un percorso che permette di apprezzare il valore del territorio: i suoi monumenti, la sua storia, i paesaggi.

Isonzo, i suoi ponti e la sua storia







Da Solkan al Santuario di Monte Santo

Solkan è una frazione di Nova Gorica (SLO) adagiata sulle rive del fiume Isonzo: come rivela il toponimo stesso ha origini romane, ed è stata uno degli epicentri della grandi batteglie dell' Isonzo durante la Grande Guerra. Annessa al Regno d'Italia dopo la sconfitta dell' Impero Austroungarico, è rimasta sotto la sovranità italiana fino al termine della Seconda Guerra Mondiale quando dopo un temporaneo periodo di amministrazione britannica è stata definitivamente assegnata alla Jugoslavia in base agli accordi internazionali sopraggiunti negli anni '50.
Un catino di monti circonda questo ultimo lembo di pianura friulana esportato in Slovenia. Le loro cime riportano nomi che riecheggiano tra le vie delle nostre città: guardando verso Ovest si osservano i grigi costoni del Sabotino che faranno da sfondo durante la salita.
Riconoscere la cima del Monte Santo non è difficile: il profilo del Santuario è ben distinguibile con il suo campanile a torre ed i suoi tetti vermigli e le pareti biancastre dell' edificio brillano con il sole di mezzogiorno. L'estensione del complesso è notevole, e vista da basso lascerebbe pensare ad una cittadella.


Il campanile con trifore
                     
La sassosa salita nel bosco



Si sale addentrandosi per uno stretto sentiero che scorre a mezzacosta nel bosco per evitare l' asfalto. Il fondo è molto sassoso in alcuni punti, ma l'aria del bosco ricarica di energie di cui non avremmo beneficiato stando su strada asfaltata. Una volta congiunti alla strada bianca ci si può illudere che le fatiche vengano alleviate da un fondo più compatto, una pia illusione subito spezzata da terrificanti pendenze. 



Vista sulla vallata a est del Santuario 


Dal Santuario all' Isonzo tra "enduro e gravity"


Dopo un breve anello intorno al Monte Vodice passiamo ad ammirare da vicino il Santuario cinquecentesco. 
Indossate le protezioni complete, ci lanciamo lungo questo trail che non concede un momento di tregua. Il benvenuto lo danno una serie di inclementi scalinate. 

Dopo un breve tratto che si può considerare di riscaldamento, avviene l'incontro con la storia della Grande Guerra sottoforma di trincee italiane ed alcune gallerie deposito. La zona era un punto strategico di collegamento con il Sabotino, la conquista ed il mantenimento di queste postazioni dissanguò interi battaglioni italiani.


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Due facciate che dimostrano la complessità architettonica e stilistica dell'edificio


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Il single track inizia a serpeggiare tra resti di Grande Guerra ed una vegetazione abbastanza fitta che rende il trail molto stretto e dalle traiettorie nervose con  continui rilanci e colpi di reni. Le pendenze sono mediamente molto alte, con punte incredibili che sembrano muri di terra in discesa, eppure si fanno!





Tra i resti della Grande Guerra


A metà del trail riappare in tutto il suo splendore uno dei grandi protagonisti di questo tracciato: l'Isonzo con i suoi due spettacolari ponti.

L'Isonzo visto dal sentiero in alto

Si ritorna a Solkan con i freni fumanti e noi scoppiettanti di adrenalina: una situazione che porta a convergere verso un gustoso boccale di birra slovena.


Godetevi il video dalla videocamera di Michele


 
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